Tassa un banchiere e ti morderà
Tassa un banchiere, e quello ti morderà. Il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, ha protestato perché l’imposta sulle plusvalenze realizzate dalle banche con la rivalutazione delle quote da esse possedute in Banca d’Italia viene aumentata al 24-26 per cento, e si aggiunge alla forte pressione fiscale che già grava sul settore. Ma la tesi di Patuelli secondo cui ciò è ingiusto è molto debole: l’aliquota della cedolare secca sulle rendite finanziarie che riguarda le partecipazioni “non qualificate” (che non danno un controllo) sarà del 12-14 per cento.
19 AGO 20

Tassa un banchiere, e quello ti morderà. Il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, ha protestato perché l’imposta sulle plusvalenze realizzate dalle banche con la rivalutazione delle quote da esse possedute in Banca d’Italia viene aumentata al 24-26 per cento, e si aggiunge alla forte pressione fiscale che già grava sul settore. Ma la tesi di Patuelli secondo cui ciò è ingiusto è molto debole: l’aliquota della cedolare secca sulle rendite finanziarie che riguarda le partecipazioni “non qualificate” (che non danno un controllo) sarà del 12-14 per cento. E le quote delle banche in Banca d’Italia sono destinate a diventare partecipazioni non qualificate. Il beneficio di queste rivalutazioni è andato soprattutto a Unicredit e Intesa Sanpaolo che si trovano agevolate nel sistemare i ratios patrimoniali in vista degli stress test. Le banche che non traggono benefici da questa operazione straordinaria debbono ricorrere ad aumenti di capitale per raggiungere i parametri desiderati dopo aver ripulito i bilanci dalle perdite per crediti in sofferenza. Certo, può essere loro di aiuto la creazione di una “bad bank” di sistema (che Banca d’Italia caldeggia ma l’Abi non avalla). Ma l’obiezione secondo cui la tassazione maggiorata di queste quote si ripercuote negativamente sul credito vale solo per chi non provvederà ad adeguati aumenti di capitale. L’alibi più tasse-meno prestiti sventolato dai banchieri ha indispettito anche il vicepremier Delrio. Così il governo ringhia ai banchieri, ma non è solo: ieri – novità – la Confindustria siciliana ha promesso sostegno in sede legale agli imprenditori sani, attivi ma “vessati”, che faranno causa alle banche avare di quattrini.